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Parola d’ordine: ridurre gli sprechi

Entro il 30 giugno 2017 la contabilizzazione individuale del calore dovrà tassativamente essere implementata in tutti gli edifici: l’obiettivo finale è quello di indurre comportamenti virtuosi per diminuire la spesa energetica
A cura di Roberto Colombo, Direttore generale Brunata Italia

La contabilizzazione individuale del calore rientra nell’ambito più generale delle soluzioni tecnologiche che forniscono in tempo reale all’utente tutte le informazioni inerenti i propri consumi energetici: smart metering e monitoraggio online sono termini a cui ci stiamo abituando gradatamente.

Nel precedente articolo (L’Installatore Italiano, gennaio 2017) si è ricordato perché la riduzione della spesa energetica per il riscaldamento degli edifici a carattere condominiale sia un obiettivo primario per l’Unione europea: negli immobili si verifica ben il 40% del consumo finale di energia dei Paesi dell'Unione, pertanto l’abbattimento degli sprechi rappresenta un elemento chiave nell’ambito della strategia energetica europea.

È evidente come il miglioramento delle tecniche costruttive dei nuovi edifici, con materiali e tecnologie sempre più performanti sia sicuramente il primo obiettivo da perseguire. La crisi che ha colpito il settore dell’edilizia dal 2008 in poi, però, ha ridotto drasticamente le nuove costruzioni, che continuano a rappresentare la minoranza degli edifici esistenti nel nostro Paese. Se si pensa ai soli condomìni per uso residenziale, circa un milione in Italia, il parco immobiliare è costituito per l’85% da edifici costruiti prima degli anni ’80, con una grossa percentuale di fabbricati realizzati negli anni ’60 e ’70. È quindi fondamentale accelerare l’efficientamento dei condomìni più vecchi per contribuire in modo decisivo alla riduzione della spesa energetica e, di conseguenza, delle importazioni di energia e dell’impatto dei cambiamenti climatici.

Per operare con logica lungimirante bisogna in primo luogo introdurre sistemi di misurazione individuale dell’energia utilizzata per il riscaldamento: solo così si possono monitorare i consumi delle singole unità immobiliari e generare maggior consapevolezza negli utenti. In secondo luogo, il consumatore a cui è stata data la possibilità di conoscere i propri consumi in tempo reale deve poi essere messo in grado di modificare il proprio comportamento, regolando secondo le necessità il prelievo di energia termica per la propria unità abitativa. Ecco perché le leggi, sia quelle comunitarie sia quelle nazionali (D. Lgs. 102/14 e 141/16) regolamentano la misurazione del calore, cioè la contabilizzazione individuale.

 

 

 

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