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La Formazione italiana arriva in Burkina Faso

 

Centro Studi Galileo in partnership con New Cold System apre il primo centro di formazione europeo per freddo e condizionamento del continente africano.
 

La sfida globale alla malnutrizione passa dalla creazione di un’efficiente catena del freddo nelle Nazioni in via di sviluppo. In Africa, il 50% della frutta e verdura non raggiunge le tavole dei consumatori finali. La formazione dei Tecnici del Freddo è un primo passo fondamentale e ineludibile per lo sviluppo di presidi efficienti di conservazione degli alimenti.

Questo concetto è stato elaborato e fatto proprio dalle Nazioni Unite che negli ultimi 5 anni hanno commissionato a Centro Studi Galileo Corsi e sessioni di Certificazione per Tecnici di una settantina di paesi. Molti hanno ottenuto la Certificazione presso la sede centrale CSG di Casale Monferrato, altri nelle nazioni di provenienza.

Numerose le missioni internazionali, sotto egida ONU, con una grande esperienza acquisita sul campo. Ora una nuova avventura, l’apertura del primo centro di formazione HVACR europeo in Africa.
Marco Buoni, CEO di Centro Studi Galileo e dalla scorsa settimana Presidente di AREA, e Madi Sakande, General Manager della New Cold System, imprenditore burkinabè premiato dalla Presidenza della Camera dei Deputati come miglior imprenditore straniero in Italia, hanno lanciato una partenrship che permetterà ai Tecnici africani di avere una formazione di stampo europeo.

La nuova sede si trova a Ouagadougou Capitale del Burkina Faso. Per noi un segnale importante di vicinanza tra le nostri nazioni e di volontà da parte dell’Europa di sostenere concretamente gli sforzi africani per una crescita sostenibile. Operare correttamente sugli impianti frigoriferi è importante per lo sviluppo del comparto agricolo, per la lotta alla malnutrizione e per non vanificare gli sforzi europei e africani nella riduzione delle emissioni di gas climalteranti. Un kg di gas disperso in atmosfera per l’errore di un Tecnico non formato equivale all’inquinamento prodotto da un’auto a gasolio che compie 20mila km, effetti collaterali che il Pianeta non può permettersi” dichiarano i due dirigenti.

 

 

www.centrogalileo.it/

 

 

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